Il Tempio di Atena Nike è il più piccolo dei quattro grandi monumenti dell’Acropoli, ma anche uno dei più raffinati: si trova subito a destra dei Propilei, in una posizione panoramica sul lato sud-ovest della collina.

Il tempio fu costruito intorno al 420 a.C. su progetto dell’architetto Callicrate, lo stesso che lavorò al Partenone, in stile ionico su un piccolo bastione roccioso che domina la città e il mare in lontananza. Era dedicato ad Atena nella sua forma di Nike, dea della vittoria: gli Ateniesi la invocavano prima delle battaglie, sia terrestri che navali, in un periodo segnato dalla lunga guerra contro Sparta.
Il fregio del tempio raccontava scene di battaglia, tra cui probabilmente la vittoria di Maratona contro i Persiani; la balaustra che circondava il bastione era decorata con rilievi di Vittorie alate, tra cui la celebre “Nike che si slaccia il sandalo”, oggi conservata al Museo dell’Acropoli.
Il tempio fu smontato dagli Ottomani nel 1686 per usare il bastione a scopi difensivi e ricostruito nell’Ottocento dagli archeologi che ne recuperarono i blocchi originali; è stato poi smontato e ricostruito una seconda volta nel Novecento per consolidarne le fondamenta.
Scopri dove vedere i rilievi originali al Museo dell’Acropoli
Nike è la personificazione della vittoria: gli Ateniesi veneravano Atena in questa forma per propiziarsi il successo in guerra, terrestre e navale.
Sì, è stato smontato e ricostruito più volte nella storia, l’ultima volta nel Novecento per consolidarne le fondamenta, sempre riutilizzando i blocchi originali.
No, l’accesso ravvicinato è limitato per motivi di conservazione: si osserva da un percorso perimetrale.

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